Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Gay & Bisex > Il mio primo vero...amore (seconda parte)
Gay & Bisex

Il mio primo vero...amore (seconda parte)


di lowel
04.12.2020    |    195    |    2 9.7
"Io ne approfittai per andare in bagno e notai Alessandro sul divano, in tuta e in relax..."
Un martedì, infatti, Roberto mi invitò a pranzo da lui, così il pomeriggio avremmo potuto studiare insieme un po' di matematica, avendogli più volte confessato che avevo qualche lacuna. In più mi aveva detto che i suoi genitori avevano piacere a conoscermi, dato che spesso, aveva parlato loro di me. Con un po' di imbarazzo accettai e restammo d'accordo per il giorno seguente.
Mercoledì, suono dell'ultima ora, finalmente uscimmo da scuola e salimmo in autobus per dirigerci a casa sua. I suoi ci aspettavano a casa e sua madre avrebbe cucinato per noi un buon piatto di pasta, cotoletta e patate fritte che io adoro! Prima di arrivare, però, Roberto ci tenne a dirmi che suo padre si era separato e aveva una nuova compagna che abitava con loro ormai da tanti anni. Della madre invece non disse nulla e io, per delicatezza, evitai di chiedere altro. Gli dissi soltanto che ero felice della giornata che avremmo trascorso insieme. Arrivati a casa ci accolse, infatti, una dolce signora molto fine, Loretta, la quale si presentò e mi baciò come fece con Roberto. Io ero un po' intimidito dalla situazione, ma vedendo Roberto e il rapporto che sembrava avere con lei, mi tranquillizzai. Dopo qualche minuto si sentì girare la serratura della porta e capii che era rientrato suo padre, il sig. Alessandro, di ritorno da lavoro. Un po' imbarazzato mi girai (ero di spalle rispetto alla porta) per salutarlo, e restai di stucco. Un uomo alto 1,80 cm, ben definito dalla palestra, moro con i capelli leggermente lunghi sul collo, occhi verdi, in giacca e cravatta che iniziò ad allentare, mentre posava una borsa da lavoro e rilasciando un profumo che invase subito la stanza. L'uomo più bello che avessi mai visto! Il mio cuore ebbe un sussulto e mi si inceppò la lingua. Riuscii solo a dire:
- Salve, impacciatissimo. Lui sorrise, si avvicinò esclamando: -Finalmente ti conosco Andrea, avevo tanta voglia di vederti- e mi strinse la mano accompagnandomi verso di lui per darmi due baci sulla guancia. Poi fece altrettanto con Roberto e con Loretta. Pensai che era, per loro, abitudine baciarsi ogni volta che rientravano a casa, ma quei suoi gesti nei miei confronti, mi crearono una sensazione assurda. Ammetto che avevo avuto anche una reazione intima; in un momento tutte le mie certezze sui ragazzi erano svanite, desideravo ardentemente solo un altro contatto con Alessandro e il cuore batteva all'impazzata.
Ci sedemmo a tavola e vidi la bella relazione che vi era tra loro: scherzavano, ridevano e parlavano di tutto con una tranquillità disarmante. Loretta mi chiese se stessi gradendo il pranzo e ovviamente risposi di sì e con coraggio mi complimentai soprattutto per quella bella atmosfera che stavamo respirando e che ero molto felice di aver conosciuto Roberto e tutti loro. Lei sorrise e disse che ero il benvenuto a casa loro. Alessandro, notai, che mi aveva fissato per tutto il tempo come se scrutasse qualcosa dentro di me e poi era il tipo di uomo che ti guarda fisso negli occhi senza timore, aveva una sicurezza che mi imbarazzava, ma mi eccitava al contempo. Mi disse che anche loro erano contenti di avermi conosciuto e che Roberto aveva parlato così tanto di me e del mio garbo, che per loro era un immenso piacere sapere che aveva trovato un amico come me. Io sorrisi e ringraziai e poi provai a rompere il ghiaccio, dicendo di quanto mi avesse sorpreso la somiglianza che aveva con suo figlio. Lui, sorridendo esclamò:" Mi vuoi dare del lei ancora per molto? Guarda che qui non siamo più estranei!" Anche Loretta annuì sorridendo, ma io risposi che non riuscivo a dare il tu agli adulti. Alessandro, seduto alla mia sinistra, mi diede una pacca sulla spalla, ridendo, e dicendo di abituarmi presto però alla novità. Io ero a mille, era tutto così strano, non capivo perché ero praticamente in erezione da quando avevo visto Alessandro.
Dopo pranzo io e Roberto andammo in camera a studiare matematica, una full immersion che durò quasi tutto il pomeriggio. Più tardi, verso le 17, Loretta bussò con un succo di frutta e una ciambella, invitandoci a un break. Io ne approfittai per andare in bagno e notai Alessandro sul divano, in tuta e in relax. Gli occhi mi caddero in basso e devo dire che le forme della tuta lasciarono intravedere un bel pacco che mi mise subito in agitazione. Lui mi chiese, con il bel sorriso, se avessi bisogno di qualcosa, ma risposi che andavo in bagno. Lui si alzò e mi accompagnò e, aprendo la porta, mi sfiorò accidentalmente il sedere con la mano; la cosa mi provocò un'erezione improvvisa e non mi voltai per paura di fa notare qualcosa. Lui si scusò e vedendomi imbarazzato, sorridendo disse: -Ora prosegui tu. Decisi di calmarmi, anche perché mai e poi ami avrei avuto qualche remota speranza con un uomo etero, per lo più padre del mio nuovo amico! Tornai in camera, studiammo insieme con Roberto fino alle 18:00, quando poi, stanchi, staccammo definitivamente. Iniziammo a rilassarci un attimo. Roberto mi parlò delle nuove compagne e di chi gli piaceva lasciandosi andare anche a qualche apprezzamento più spinto come si fa tra amici. Poi chiese a me quali fossero i miei gusti tra le stesse. Io, con imbarazzo, risposi indicando nome a caso ma lui fece un’espressione stranita, come se avessi nominato una tipa bruttina. Poi aggiunse che sperava di sapere presto qualcosa in più di me, dato che ero sempre un po’ restio a parlare delle mie cose. Ero molto combattuto se dire della mia sessualità, avrei voluto farlo vedendo la sua tranquillità su ogni argomento, ma non ebbi il coraggio, così spostai l’attenzione dicendo che si era fatto tardi ed era meglio, per me, rientrare a casa. Mentre salutavo Loretta, Alessandro disse che stava uscendo per fare delle spese ed espresse il desiderio di accompagnarmi a casa. Ovviamente affermai di non voler dar disturbo ma alla fine, per fortuna, accettai. Ero emozionato, potevo stare un po’ di tempo da solo con lui anche se sapevo bene che non poteva succedere nulla, ero troppo timido e impacciato.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.7
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Il mio primo vero...amore (seconda parte):

Altri Racconti Erotici in Gay & Bisex:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni